lunedì 1 gennaio 2007

Il Metodo della Scienza...

"Se la Scienza non riuscirà a trascendere i suoi limiti attuali, se gli ostacoli messi in evidenza dalla speculazione metafisica non verranno mai superati, allora saremo di nuovo catapultati verso la fede e verso quell'insieme confuso di nauseanti superstizioni medievali."

Aleister Crowley, Science and Buddhism - The Collected Works

giovedì 26 ottobre 2006

"Thelema" come etica di vita

Thelema e' soprattutto una Corrente, un metodo, un approccio, e non un Ordine di per sé, sebbene derivi da Ordini precisi attraverso i quali la formula del Thelema é stata annunciata al mondo, ovvero l’OTO, o meglio quell’aspetto dell’OTO che ha pienamente recepito il Libro della Legge, e, piú direttamente, l’AA fondato da Aleister Crowley stesso.

Ma la Corrente 93 insegna a trascendere la necessitá di strutture organizzate, di profeti, di maestri, di libri sacri e di metodi dogmatici, per restituire nelle mani di ogni Uomo e Donna la capacitá ed il dovere di autodeterminare, in piena libertá, la propria formula realizzativa. E questo va oltre ció che lo stesso Crowley, in buona fede e comunque portando avanti un lavoro straordinario, intese.

Diventa quindi un ingrediente capace di impostare tutti quei ricercatori e quei sodalizi verso i principi di Luce, Amore, Vita e Libertá che devono illuminare il cammino di ognuno verso l’emancipazione e la realizzazione della Grande Opera.

In questo senso una qualunque esperienza di vita e di ricerca, materiale e spirituale, puó essere “thelemizzata” ed ispirarsi dunque per via naturale ai principi enunciati nel Libro della Legge, e dunque condurre una libera linea di sperimentazione e di evoluzione concettuale e operativa: il metodo é la Scienza, il fine la Religione, e non il contrario.

L’Iniziato é sempre colui che ha scelto – e che consapevolmente conferma con coerenza giorno dopo giorno – di assumere la responsabilitá dei poteri spirituali. Lo fa per se stesso, lo fa per gli altri, colloca se stesso in un disegno piú esteso ed entra in sintonia con Forze, interne e d esterne a sé, in armonia con il Progetto Umano.

Il libero arbitrio é l’elemento da riconquistare e da applicare al di lá di ogni forma di restrizione e Thelema rende piú intenso ed evidente questo aspetto. Con Thelema il potere del libero arbitrio é centrale: ognuno si rende sempre piú conto di essere fautore ed arbitro del proprio destino, emancipato dai vincoli di forze esterne, predatorie e menzognere. Deve ascoltare se stesso, trovare in sé la giusta via, senza interferire e lasciare che altri interferiscano con la propria natura piú autentica, che va riscoperta ed applicata alla realtá del mondo.

Il thelemita puó realizzare se stesso pienamente, come essere umano e divino, ma anche smarrirsi definitivamente. Purtroppo per come siamo messi normalmente nessuna di queste due cose puó succedere.

Thelema si rifá ad un principio di coscienza. Una coscienza che non giudica ma restituisce all’individuo la dignitá di essere e di decidere, che ispira valori, ma non salva, nel pieno rispetto dell’Io-Dio e della Sua libertá.

Il difficile sta nel fatto che l’Amore é sottoposto alla Volontá. Quella Volontá che consente di realizzarsi o di annullarsi. Infatti, l’individuo, da umiliato schiavo-dipendente, illuso dalla sicurezza di una garantita pagnotta rafferma, tanto per continuare a sopravvivere e a servire, puó invece essere imprenditore di se stesso, assumendosi gli onori e gli oneri di essere artefice della propria creativitá risvegliata, cosciente del suo potere ma altrettanto cosciente che rischia del suo: puó cosí realizzare risultati straordinari e assoluti, ma anche sbagliare e distruggersi: sempre meglio che essere “salvati” da chi ti fará pagare il conto per tutta la tua mediocre vita. In questo rischio sta la nobiltá ed il coraggio della scelta iniziatica. Essere liberi non é facile e noi abbiamo dimenticato come si fa e ne abbiamo paura. E’ piú comodo essere guidati nel ripetitivo labirinto di una gabbia che guidarsi liberi nell’Infinito.

Thelema permette di uscire dall’Eden, ancora una volta. Se lo vogliamo.

martedì 19 settembre 2006

The Initiatic Schools

The whole of the knowledge that leads towards the real and complete inner Self-Realization of the Being is handed down by the initiatic schools.

An initiatic school is a structure capable to give a complex and concrete system of theoretical and practical teachings to everybody who desires to evolve towards the complete Awareness of itself and of the reality. Initiatic schools work through special methods and contents that we can resume as the following:

1) Adherence to a doctrinal body:
Just like any school, initiatic schools offer a teaching. This teaching is related to a precise doctrinal body which is related to one tradition. Since there are different doctrinal bodies there are also different types of initiatic schools. If, from a certain point of you, the existence of different teachings may look like a division or a sort of fracture between those are pursuing the same aim of the self-realization, on the other hand it is fear to allow everybody to follow its own particular way. The same Centre is reachable by starting from different points and following different directions.

2) Respect for the Free Will:
All the authentic initiatic schools are always respectful of the free will and of all the choices of life. They always provide teachings and tools so that everybody can manage with increasing awareness its own freedom. Therefore it promotes the discussion, the critical judgment and the thought. The teaching of an initiatic school, even though it is precisely oriented, doesn’t restrict the conscience with “indoctrination”: at the opposite, it enlarges the conscience through the comparison and the direct experimentation. For this reasons when you are part of an initiatic school you are not attending a “course” but rather a “pathway”.

3) Any authentic initiatic school is free and costless.

domenica 2 aprile 2006

Satan ?

"'There it lies, I think, Damien . . . possession; not in wars, as some tend to believe; not so much; and very seldom in extraordinary interventions such as here . . . this girl . . . this poor child. No, I see it most often in the little things, Damien; in the senseless, petty spites; the misunderstandings; the cruel and cutting word that leaps unbidden to the tongue between friends. Between lovers. Enough of these,' Merrin whispered, 'and we have no need of Satan to manage our wars; these we manage for ourselves . . . for ourselves . . .'"

An excerpt from The Exorcist by William Peter Blatty