sabato 20 aprile 2019

Chi è, o meglio, che cos’è un “Iniziato”?



Auspicabilmente, anche se mai esaurientemente, se ne può sentir parlare in ambito filosofico o antropologico, ma oggi ancora di più riferendosi a contesti oscuri, settari o massonici, sempre con una vena di inquietante gusto (o disgusto) gotico e sospetto.

Vediamo, invece, prescindendo dai soliti nozionismi accademici e dalle argomentazioni degli esoterologi (che nulla sanno), di recuperare il senso e l’attualità di questo strano termine, secondo l’approccio non tanto dell’esoterologo, che non di rado pretende di essere esoterista e magari pure “Iniziato”, quanto dell’esoterista vero e proprio, in senso operativo (in quale altro senso altrimenti?), che è magista, alchimista, nagual e, certamente, Iniziato ai Misteri secondo la propria Via.
Potreste chiedermi chi sono io per parlarne con tale approccio, ma vi chiedo di trattenere le vostre curiosità sulla mia vita e concentrarvi su quanto segue.

Il discorso è semplice, come semplici sono le cose profonde e vere.

Guardiamoci attorno: la “civiltà” accelera verso un inesorabile collasso, distruggendo e autodistruggendosi nei più diversi modi, da quelli più evidenti a quelli più subdoli.
Personalmente ce ne accorgiamo e ci scandalizziamo, rimaniamo stupefatti da tale evidenza, increduli e, nella migliore delle ipotesi, motivati a cambiare le cose (nella peggiore inclini all’indifferenza o alla resa), eppure, nonostante la nostra indignazione individuale,  collettivamente abbiamo prodotto e produciamo quel risultato.

Ora, consideriamo un primo dato: la distruzione fa parte della realtà e della vita. Il cosmo procede per creazioni, adattamenti, evoluzioni, distruzioni, nuove creazioni e così via. La distruzione rientra necessariamente nella dinamica dell’esistere. L’equilibrio evolutivo è dinamico.
Potremmo forse insinuare che l’universo arrivi a produrre forme senzienti, come la nostra, quando attiva le sue funzioni distruttive? Pronto a riformulare i suoi parametri strutturali e vitali?
Oppure, potremmo forse immaginare che nelle forme senzienti, come la nostra, voglia l’universo trovare una duplice risorsa: quella distruttiva e quella rigenerativa?

La specie umana in quanto risorsa distruttiva innesca un processo naturale necessario, e lo fa esprimendo la sua, evidentemente, naturale funzione caotica e degenerativa.
Allo stesso tempo, la specie umana in quanto risorsa anche rigenerativa, crea essa stessa i presupposti della successiva riformulazione, ponendosi come volontà straordinaria, ovvero creativa. Creativa del nuovo.

Se nel primo caso l’inerzia di massa promuove con facilità la funzione distruttiva, nel secondo caso è necessario esprimere una capacità individuale e una volontà extra-ordinaria per produrre i presupposti di una rigenerazione possibile. L’atto straordinario riguarda sia la capacità di intelligenza creativa in una prospettiva di entusiasmo e visione dall’alto, sia la necessità della coesistenza all’interno del contesto distruttivo dominante e generalizzato. 

Ecco: l’Iniziato è colui (e colei) che “inizia” il suo percorso di definizione del ruolo creativo e rigenerante per testimoniare e manifestare la specie umana in quanto risorsa creativa ed evolutiva in un sistema dinamica giunto alla sua prossima discontinuità.

Gli Iniziati e le Iniziate, autenticamente rinati e rinate in quanto specie mutante e metamorfica, si distinguono da quel volgo profano incapace di profondità e di sacralità esistenziale destinato alle funzioni annichilenti di un cosmo vivo e in perenne rinnovamento. E lo fanno imprimendo alla loro vita, con atti di straordinario coraggio, trasgressione e intelligenza (che all’ottava alta non possono che tradursi in Amore per la vita), una direzione di creatività e coscienza, progressivamente consapevoli della vera natura materiale e spirituale della vita stessa.  

L’Iniziato – che è individuo - sceglie il viaggio straordinario, emerge dalle ceneri e produce nuova vita. Il non-Iniziato – che è massa - si pone al pur sempre naturale e necessario servizio della distruzione e della morte.

In entrambi i casi, le necessarie risorse universali vengono rappresentate.

L’Iniziazione è l’incubazione di una nuova specie.


sabato 1 dicembre 2018

ESOTERISMO: che dite, lo riabilitiamo questo termine?

Talvolta mi capita di scrivere articoli o post, oppure di fissare il titolo di una conferenza, impiegando il termine “esoterismo”, o “esoterico”. Puntualmente qualche amico mi consiglia di sostituire questo termine con qualcosa di analogo, tipo ermetismo, gnosi, filosofia, ricerca interiore o spiritualità. Sì perché, mi viene spiegato, altrimenti la gente, leggendo “esoterismo”, pensa a qualcosa di cupo, grottesco, pauroso, settario, inquietante, gotico, satanico, oscuro, oppure pensa alla fattucchiera che vende rituali e filtri d’amore, alla cartomante vestita da zingara, ai fumettoni delle streghette americane o, immancabile, al mago Otelma. Che desolazione!

Ebbene, io, invece, noncurante delle strategie di vendita (che immancabilmente livellano tutto verso il basso, cioè si adattano all’ignoranza di massa – ovvero dei consumatori), voglio fortemente riabilitare, anzi, direi, liberare questo termine da tutto l’immaginario-paccottiglia che, complici santamadrechiesa (che vuole avere l’esclusiva della “magia” più pacchiana), imbonitori, e new-agers complottari, ha intasato un concetto così bello come quello di, appunto, ESOTERISMO.

Esoterismo è tutto ciò che attiene alla nostra interiorità, alla ricerca del senso profondo e trascendentale delle cose (e di noi stessi), tutto ciò che è segreto e riservato perché incomunicabile se non attraverso la condivisione esperienziale: è tutto ciò che rimanda ad una conoscenza straordinaria riservata (direi dedicata) a coloro che collocano la ricerca e i valori spirituali al centro della loro vita e creano conseguentemente i presupposti per inoltrarsi in tale conoscenza che è trasformazione, libertà ed evoluzione autentica, con assoluto impegno, buona volontà e amore (gli Iniziati).

Ecco cos’è l’Esoterismo, oltre che costituire un meraviglioso approccio allargato alla realtà che, dando senso all’immanente, si fa metafisica e trascendentale.

Ebbene sì! Io sono un esoterista – e non solo un “esoterologo” (sempre che sia possibile esserlo, dato che l’esoterismo è esperienza diretta e non analisi intellettuale per quanto bene possa essere condotta) – e mi appassiono ai saperi e alle discipline esoteriche, vivendone e traendone, per quanto possibile, elementi per la mia divulgazione e formazione.

L’Accademia ACOS e miei i laboratori di Meditazione sono prodromi all’esperienza esoterica del Filo d’Oro (il sodalizio esoterico-iniziatico da me fondato) e ogni cosa che esprimo vuole affondare le sue motivazioni nel senso esoterico della vita. Esoterico, esoterico, esoterico! Liberatevi dai fantasmi catto-masso-new-age (sigh!) e fatemi usare una buona volta il termine che rimanda al fondamento, al logos, di ogni cosa: l’Esoterismo, caro ai filosofi di ogni tempo e luogo che ne hanno saputo ricevere, custodire, evolvere e tramandare i Misteri.


sabato 15 settembre 2018

La fortuna di vivere in Italia

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Sperimentazioni di massa. Manovre geopolitiche di terzomondizzazione. Pianificazioni epidemiche. Manipolazione mediatica. Qualità scolastica ai minimi storici. Corruzione ai massimi storici. Disinformazione a tutti i livelli. E tanto, tanto altro in questa nostra bella Italia, specchio del mondo: testimonial rivelatore dell’inevitabile e sacrosanto crollo del “sistema-uomo”.
Pensate che fortuna abbiamo! Siamo in prima fila! Siamo sfruttati, ingannati, derisi, intossicati, manipolati, uccisi. Quanto di meglio pretendere per cominciare, forse, a CAPIRE?
È vero, probabilmente siamo anche narcotizzati, sedati, disinnescati – è evidente – eppure questo nostro vivere in Italia è la più sfacciata e sfrontata fortuna che può capitare a chi non può che SVEGLIARSI (forse uno o due, non dico tutti) per comprendere da dove RI-PARTIRE una volta che il gioco al massacro si sarà consumato, perché avrà saputo traslare su altre logiche in modo sottile e arguto. Perché, vivendola per quello che è, smascherandola pur stando al suo gioco ineludibile, avrà intanto saputo sfilarsi pian piano da tutta questa faccenda, attraverso inconsuete, inedite e inaspettate Vie.
Abbiamo una fortuna enorme! Possiamo vederlo per primi, possiamo accorgercene, come non accorgersene in questa Italia-Mondo alla frutta?

Crescita individuale è sentirsi parte di un più grande disegno.


Quali fasi caratterizzano una possibile crescita spirituale?
All’inizio c’è la fase in cui si pensa di non poter fare nulla. E da un certo punto di vista è bene. È umiltà: che non sia rassegnazione! Poi, dedicandosi a certi studi, si arriva a credere di poter fare invece molte cose. Anche questo è bene. È credere in sé stessi, esplorarsi. Dopo un certo tempo si comincia a pensare di potere, anzi di dovere, fare tutto da soli. Anche questo è vero, è giusto ed è bene. È responsabilità e autodeterminazione. Personalmente mal sopporto chi, a questo punto, intende l’esperienza di ricerca spirituale (e i suoi conseguimenti) come un fenomeno personale (personalistico) e individuale (individualistico e solipsistico): penso che siamo all’apice dell’egoismo, mascherato da una certo preteso spiritualismo dell’esisto solo e solo io e fuori non c’è nulla. Anche questa è un’evidente forzatura. L’individuo diventa narcisista e se da una parte può arroccarsi nella sua torre d’avorio, dall’altra può riformularsi come guru di qualche gruppetto settario. Di fatto pensa solo a sé stesso e al suo privatissimo trip esistenziale. Fino a che, finalmente, si esce dall’“egoterismo” e si comincia a vedere più chiaramente. Si desidera condividere, stare e fare insieme agli altri, soprattutto con coloro che si ritrovano in sintonia con questa straordinaria ricerca. Allora, salvo che il cammino sia sempre ed inevitabilmente personale in quanto a responsabilità e lavoro su di sé, ci si apre ad un disegno più grande, ad una progettualità più ampia e, perché no, anche più divertente e molto stimolante. C’è scambio, conforto, cooperazione. Si scopre la bellezza dell’amicizia, anzi di una sorta di “fratellanza”, senza chiusure, ma che anzi permette di scoprire e realizzare molte cose non solo per sé stessi ma in un’ottica più ampia, in quanto ci si sente parte del movimento umano come coscienza e vita. La libertà personale, tutt’altro che compromessa, diventa motivo di consapevolezza nella relazione. Diventa comunione, visione d’insieme. Ognuno ha il suo viaggio ed è nella propria fase che va rispettata per quello che è. Tuttavia fortunati coloro che riscoprono il valore della fratellanza, la bellezza della condivisione, dell’amicizia e di una più ampia capacità di visione.

La possibilità del cambiamento: concederla, determinarla, riconoscerla.


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In un percorso di crescita – in una Via Iniziatica – spesso ci si relaziona con altri. Non solo con se stessi e con il proprio mentore, ma con altri “fratelli” e “sorelle”. La condivisione si fa scambio, confronto, talvolta scontro: ci si smussa a vicenda, come i sassi che insieme rotolano in un torrente. Molto spesso capita di esercitare il giudizio e di essere severi in questo: per rispetto del percorso, per senso di giustizia e disciplina, per amore dell’altro. È giusto che sia così. Ma quando è lecito essere severi? È lecito essere severi solo quando non c’è pregiudizio. Questo significa che la nostra severità deve andare di pari passo con la capacità di concedere all’altro la possibilità del cambiamento ed essere pronti a riconoscerlo e ad accoglierlo, subito, incondizionatamente, con fiducia e ottimismo, quando ci troviamo di fronte non solo all’impegno ma anche al più piccolo risultato. Si innesca così un circolo virtuoso, gratificante, motivante, per cui sarà anche il nostro atteggiamento positivo e fiducioso – mai buonista! – a sostenere (a determinare persino!) il cambiamento dell’altro, che è anche un po’ un cambiamento in noi stessi.
Severità, dunque per amor di verità e per amor dell’altro, sinceramente, ma mai insistenza nel giudizio che diventa etichetta e pregiudizio definitivo, ma, anzi, sempre totale disponibilità nel saper cambiare idea quando ci troviamo di fronte al cambiamento e al suo merito. Anche il nostro di cambiamento sarà così sempre accolto prontamente e nutrito di fiducia e amore, perché cambiare… è possibile!

lunedì 13 agosto 2018

La New Age alla frutta: psicologia spicciola e american-marketing.



C’è grossa crisi, come diceva Guzzanti nei panni del guru. E con la crisi arriva il sogno della soluzione “facile”: essere un “esperto”. Oggi tutti sono esperti: aprono pagine sui social, scrivono libri in un batter d’occhio, confezionano slogan efficaci. Possono farti stare bene, insegnarti a vincere, a risolvere, ti risvegliano la coscienza, basta comprare un semplice ebook o partecipare a un corso, di quelli super efficaci naturalmente, comprare la soluzione definitiva. Basta un click! Non lo fanno solo gli improvvisati dell’ultima ora, ma anche coloro che potrebbero rappresentare qualcosa di un po’ più serio, scelgono di abbassare il profilo, semplificare, psicologizzare e vendere velocemente, senza scrupoli. Vendere e via. I primi si leggono qualche libro qua e là, i secondi studiano marketing, e oplà! … tutti sul mercato. Ecco la frontiera della spiritualità 2.0, la turbo New Age alla quale neanche Bergoglio vuole rinunciare!

Finalmente, il tempo è giunto: questa è la New Age arrivata al fondo del barile. E con lei alla frutta sono arrivate le psicologie da manuale, l’esoterismo “for dummies”, i parolai del risveglio e i vampiri dell’anima (e del portafogli), i teatranti. È finita. È finito il tempo delle comuni (che hanno dato davvero il peggio), è finito il tempo dei profeti, è finito il tempo delle cazzate. Avete rotto. Ci avete stufato. Lo show è noioso, ripetitivo, fasullo.

C’è un ritorno: sottile, sotterraneo, delicato, quasi impercettibile. Io lo sento. C’è voglia di tornare a sudare, ad impegnarsi, a confrontarsi con cose non facili e non a portata di mano. Si è capito che non ci sono scorciatoie e la vecchia cara Antica Arte fa capolino. E quando la si incontra, anche per caso (per caso?), la differenza la si vede subito! Forse non ne faremo niente: meglio così. Meglio niente che subissati di stupidaggini. Sì perché si capisce subito che ci sarà da lavorare sodo! Ma forse, invece, qualcuno coglierà l’attimo. Spurgate le fogne, sturati lavandini e cessi, scrostate le tubature – dentro e fuori di sé - l’acqua pura e pulita, trasparente e buona, ricomincia a fluire.

E tu: l’hai sentita la differenza? Ti è capitato?

sabato 11 agosto 2018

La strategia della polarizzazione




Partiamo dall’ipotesi che l’evoluzione – che sia naturale, umana o di ordine trascendentale – implica il confrontarsi con un ambiente ostile e contraddittorio. Se le insidie naturali, ovvero le cause esterne, potranno essere in qualche forma gestite e non costituiranno più una minaccia in senso assoluto, allora ci penseranno i conflitti interiori all’uomo, conseguenza della sua ignoranza sulla sua vera natura – tutta da riscoprire e da ri-evolvere (perché questo è il gioco!) – a produrre quegli scenari, più o meno subdoli, di sofferenza, menzogna, ingiustizia e violenza, perché il mondo si conservi nella sua durezza e il risveglio a se stessi e l’evoluzione si confermino come il risultato di sforzi superiori e di scelte straordinarie. 

Tale ipotesi induce a pensare che menzogna, ingiustizia e violenza, nonché tutte le altre insidie naturali, quindi dolore e sofferenza, siano ingredienti impliciti e necessari propri di qualsivoglia piano materiale: elementi di partenza che dovranno essere trasmutati attraverso processi coscienziali che condurranno al trascendimento di quel dato piano a favore di superiori e più armoniche esperienza di reintegrazione.

L’ignoranza umana produce, come detto, scenari incoerenti, illusori e ingiusti come processo di base, probante e necessario. Processo che dovrà auspicabilmente produrre, dal basso, manifestazioni superiori di coscienza: atti inediti, rivoluzionari e straordinari, dunque liberatori ed evolutivi.

Il mondano frullino fatto di illusioni, ambiguità e conflitti, alimentato da tutte quelle paure che condurranno alla perdita del senso di unità, di se stessi e all’idea convincente del vantaggio personale come unico scopo sensato, è guidato da un demone, o meglio da un “dio”, che oggi si chiama profitto, ovvero denaro a sua volta viatico ai soliti appagamenti che, nella nostra ignoranza, si identificano con la semplice soddisfazione della sensorialità carnale, materiale, egocentrata.

Da qui i violenti e i furbi che prevalgono su tutto e su tutti, senza scrupolo alcuno. Senza ulteriore visione se non quella già descritta.

Da qui sedi di potere che si avvicendano per… fare la loro parte: cioè comunque garantire quella naturale insidia esistenziale, fatta di tormenti, inquietudini e sofferenze, in quanto prova per la Coscienza fintanto che non si sappia imboccare nuove interpretazioni del possibile, gioiose e liberatorie.

Le sedi del potere mondano necessitano sempre di alcune formule di controllo e manipolazione: prima fra le quali la necessità di un “nemico”. Ovvero, della necessità di stabilire arbitrariamente cosa sia bene e cosa sia male e di indicare, pertanto, chi incarni quel bene e chi incarni quel male. Dividere e imperare è una formula di base, vecchia come il mondo: la dualità, il moralismo, la polarizzazione sono formule di gestione della sofferenza o, per lo meno, di un “bene” illusorio che consentano la sedazione di ogni spinta coscienziale latente, affinché - diciamo noi - questa possa rinnovarsi solo passando attraverso drammatiche prese di coscienza successive.

Il frullino mondano, con tutte le sue brutture, va gestito sapientemente: il sistema non deve collassare! Ecco quindi l’introduzione di correttivi: periodici aggiustamenti e ricalibrature, dando ora ragione ad alcune ragioni e dando poi la possibilità di dare ragione ad altre ragioni, in una sapiente e dosata alchimia di mantenimento del potere: è questo il ruolo e il potere arcontico di chi rappresenta, dentro e fuori di noi, a turno, il contesto mondano: il mondo, questo tipo di mondo, questo campo di battaglia va mantenuto così com’è. Possiamo però intuire, dando un senso a tutto questo, che l’impegno scellerato dei nostri arconti sia in fondo quello di mantenere questo triste palcoscenico,  perché la drammatica commedia umana possa svolgervisi.

Intercettare e veicolare, quindi sedare, tutte le possibili realtà di dissenso (e quindi di potenziale risveglio) fa parte del gioco del controllo e del mantenimento del sistema: certo, prima o poi qualcuno sfuggirà (in tal caso si parla sempre di singoli individui, mai di masse) e così avrà fatto il suo: ciò nonostante il sistema collettivo di partenza (che da gabbia per taluni – eroici individui - si è trasformato in trampolino) non può e non deve risolversi.

E allora ecco che per mantenere in equilibrio tutto quanto, si deve gestire non solo il consenso (con la manipolazione dell’informazione, dell’opinione pubblica e del “chi sono i buoni e chi sono i cattivi”), ma anche del dissenso, fornendo a quest’ultimo i suoi paladini spesso, ma non sempre, subdolamente identificati e tratti proprio tra coloro che un po’ di coscienza forse la stanno maturando. Due piccioni con una fava: da una parte si incanala un dissenso ancora immaturo, ma pericoloso, e dall’altra si dà un contentino a quei dissidenti un po’ più svegli, ma ancora lusingabili. E il gioco è fatto: sempre quello, garantito, perfettamente gestito.

Osserviamo questo gioco e magari, con distacco e compiacenza, applaudiamo a quei paladini strumentalizzati dagli abili poteri arcontici, ma accorgiamoci che, in fin dei conti, per quanto lodevoli,  fanno parte loro stessi di questo circo di illusioni. Quindi non facciamo quel gioco: non polarizziamoci. Possiamo discuterne, possiamo osservare, possiamo intuire e imparare a discernere, possiamo anche incazzarci e giustamente occuparci di far valere i nostri interessi e lottare quando le brutture e gli inganni si fanno così palesi, perchè quello è segno di coscienza, sicuramente, ma non polarizziamoci! L’Opera trasmutativa passa attraverso una sottile manovra individuale e interiore che principia da una presa di coscienza personale molto silenziosa e intima, disincantata, forse anche un po’ cinica e divertita, nella quale il pathos si tramuta in eros e da quell’eros, da quel senso di superiore piacere e bellezza non più solo mondana, fiorirà il reale. Dentro, nel profondo. Da lì, fidatevi, tutto principia. 



domenica 5 agosto 2018

Le origini magiche delle Arti Marziali




Il Re della Cina di nome DA YU (Yu il Grande, della Dinastia Xa) è ricordato per aver salvato il suo Paese dalle continue inondazioni. Si racconta anche che lo stesso Re, una figura ormai leggendaria della storia cinese, fosse uno sciamano e che inventò novanta “danze rituali” i cui passi daranno vita al moderno Thai Chi e al Ba Gua. Imitando i passi di un uccello, il Re creò i passi Yu Bu. Avete presente la danza che la bellissima Mei (Zhang Ziyi), circondata da tamburi, esegue nel film “La Foresta dei Pugnali Volanti”? Ecco, quella è danza Yu Bu.

Il Kung Fu è basato sullo Yu Bu, così come molti rituali officiati dai sacerdoti Taoisti si basano sullo stesso ‘movimento dei piedi’. Il ‘passo magico della danza Yu’ sta alla base di molti stili di Kung Fu. È inoltre significativo osservare che i passi sono concepiti traendo ispirazione dalla disposizione delle stelle, in particolare dalla costellazione dell’Orsa Maggiore.

La danza Yu Bu è mistica, terapeutica e spirituale e trae origine dalla ricerca della sintonia con i fenomeni della Natura e della Vita: il sole, la luna, il fiume, la montagna, il fulmine, il tuono, le stelle, il paradiso e la terra. Questa devozione alla forza della natura sembra essersi impressa nelle diverse culture Asiatiche,  portando alla luce, in varie direzioni, diverse impostazioni di ‘passi’ nelle arti marziali.

Inoltre, secondo la retrostante filosofia magica, i movimenti del corpo creano un linguaggio di comunicazione con gli esseri superiori. Grazie alla danza rituale, la gestualità, la musica e il linguaggio del corpo trovano espressione attraverso movimenti che possono trasferire e trasformare la mente umana nella sua stessa dimensione. la danza mistica è il veicolo segreto e arcaico creato per comunicare con gli spiriti superiori, attraverso cerimonie che hanno lo scopo di manifestare l’energia guaritrice umana e divina, attraverso movimenti di danza marziale basati, altresì, su antichi movimenti calligrafici.

Questa è l’essenza per comprendere l’origine e la natura spirituale delle arti marziali che derivano dall’espressione mistica e spirituale della danza in quanto suprema espressione psicofisica. Tutto il Kung Fu è basato sui ‘passi’ di molte danze rituali antiche, tra le quali primeggia proprio la danza Yu Bu basata sullo schema stellare dell’Orsa Maggiore. Le Forme Animali del Kung Fu (Taolu) hanno dato origine ad altre arti marziali come il Karate, le cui forme (Kata) risalgono a quegli stessi antichi passi di danza mistica.

sabato 4 agosto 2018

Le Arti Marziali sono inutili?




Le Arti Marziali Tradizionali non sono reali tecniche di autodifesa. Infatti, in quanto tali, non di rado si rivelano inefficaci, a meno che praticate ad altissimi livelli. Ma chi per questo le critica non ha capito niente e parla a sproposito rivelando un'arida superficialità.

Infatti, vennero concepite (parlo al passato) ANCHE come tecniche di combattimento, in contesti di combattimento (e di modalità di combattimento) non più attuali. Per le Arti Marziali Tradizionali il combattimento era soprattutto un pretesto: un espediente. Lo scopo era, è e deve essere di natura spirituale, ovvero di ricerca interiore, guarigione, risveglio di coscienza e consapevolezza, preludio, tra l’altro, al risveglio di più misteriose, straordinarie e inedite facoltà umane.

Le Arti Marziali Tradizionali hanno natura iniziatica e costituiscono un percorso esoterico - e spesso, ancora oggi, segreto - di conoscenza ed esperienza di sé, trasformazione e superiore realizzazione. 

Chi ne disquisisce meramente in termini di efficienza combattiva evidenziandone l’inadeguatezza (critica completamente fuori luogo!), oppure in termini solamente agonistici e competitivi, non fa che evidenziare la sua profonda ignoranza in materia. È come paragonare una stampante laser ad un calligrafo Zen e quindi criticare quest’ultimo di poca efficienza! 

Quando si parla di autodifesa, combattimento o sport si può parlare di tante tecniche ed esperienze specifiche moderne (che eventualmente attingono qualche elemento dalle arti marziali o ne rappresentano uno sviluppo applicativo), ma non si dovrebbero tirare in ballo le Arti Marziali propriamente dette, riconducibili alle tradizioni  monastiche e nobiliari orientali, soprattutto cinesi come, ad esempio, il Wushu e il Kung Fu o che, esportate ad Okinawa, creeranno i presupposti per la nascita del  Karate-Do nel senso originale ed autentico del termine. In Giappone, a sua volta paese dalla ricchissima tradizionale marziale (il Bushido), il Karate sarà ulteriormente nobilitato dalle influenze della Tradizione dei Samurai ma, rielaborato in funzione sportiva, rischierà (molto dipende dal Maestro!) di perdere i suoi connotati autentici e di snaturarsi. 

Attenzione: le Arti Marziali Tradizionali - vere e proprie Vie di Saggezza e di Illuminazione - non devono assecondare una mera ambizione agonistica, né vano ricercate come tecniche di autodifesa (si vi interessa quello allora fate corsi mirati di difesa personale), ma rientrano nel più profondo campo della disciplina esistenziale, dell'educazione psicofisica, dell’arte e dello spirito: risvegliano una misteriosa meccanica e fisiologia “sottile” e “sovrumana”, quindi nascono su altri presupposti e si evolvono verso ben altre ambizioni.

Per questi motivi nell'Accademia ACOS e nel mio Laboratorio di Ricerca Interiore e Meditazione vengono tenute in altissimo conto. 



mercoledì 18 aprile 2018

Spiritualità e Religione



Quante volte mi chiedono di chiarire la differenza tra spiritualità e religione! Io insisto col dire che si può essere spirituali senza necessariamente rifarsi ad un credo religioso o aderire a un culto. Anzi, dico che chi è religioso non può essere spirituale e viceversa. Sono termini opposti, in fin dei conti, se si vuole essere rigorosi e coerenti, del tutto incompatibili. Non si può essere spiritualmente religiosi né religiosamente spirituali: sono due termini inconciliabili. È un po’ come dirsi cristiani cattolici: è una contraddizione in termini! Se sei cristiano non potrai mai essere cattolico e viceversa! A meno che non ci si voglia abbandonare alle abitudini lessicali, senza capire veramente cosa si sta dicendo: senza studiare, approfondire, riflettere.

Spiritualità e religione sono due cose diverse. Inconciliabili!

Pensiamoci un attimo. Primo di tutto la spiritualità è naturale, mentre la religione (tutte le religioni) è artificiale. La spiritualità è interiore, mentre la religione è esteriore. La prima è esistenziale, la seconda è dogmatica. La spiritualità è individuale, la religione è sociale. La spiritualità è creativa, la religione restrittiva, decisamente repressiva. La prima è etica, la seconda è morale. La spiritualità ha a che fare con la libertà, mentre la religione è sottomissione, imposizione. 

La spiritualità ama parlare di gioia, la religione ama enfatizzare la sofferenza. La prima parla di realizzazione, la seconda annuncia la salvezza: due concetti molto diversi. La spiritualità è eros, la religione è pathos. La spiritualità è conoscenza, la religione è fede. La prima tende alla consapevolezza, la seconda all’obbedienza. La spiritualità è responsabilità personale, la religione è delega. La prima è umanista, la seconda p teocratica. Spiritualità è autodeterminazione, mentre la religione è istituzionalizzata, intermediata. 

La spiritualità è immanentista e trascendentalista, mentre la religione insegna l’esistenza di un Dio personale del tutto trascendente e distaccato dalla sua creazione e dall’uomo. La spiritualità enfatizza il femminile, mentre la religione è solitamente patriarcale, direi maschilista. La spiritualità tende ad essere non-dualista, mentre la religione è molto più spesso dualista. La spiritualità afferma, la religione nega. La prima è meritocratica e si fonda sull’esercizio del libero arbitrio, la seconda è teocratica/aristocratica o falsamente democratica e sottrae l’arbitrio all’uomo per sottometterlo ai piani di un Dio. La spiritualità è spesso magica, tantrica, meditativa ed evolutiva e non confligge con la scienza, mentre la religione è liturgica, mitologica, devozionale e non di rado si oppone alla scienza. La prima è olistica, la seconda è, nonostante le apparenze, profondamente materialistica. La spiritualità insegna il coraggio, la religione insegna la paura. 

La spiritualità è deista, mentre la religione è teologica o teista. La prima produce gnosi e volontà di scoperta, la seconda produce agnosticismo e indifferenza, fatalismo. Secondo la spiritualità “Dio” può considerarsi come un principio (logos), impersonale, interiore e trascendentale, immanente e trascendente. 

Per la religione, in linea generale, Dio è un’entità personale onnipotente e del tutto trascendente; comunque inarrivabile. Per la spiritualità l’Umanità è Coscienza in divenire: espressione superiore dell’esistenza/vita che si fa divina e trascendente nell’imperitura e incessante affermazione divina di ogni individuo. Per la religione l’Umanità è per lo più creatura sottomessa: espressione peccatrice e decaduta, meritevole di sofferenza a meno che non si redima obbedente ai capricciosi voleri di un Dio e della sua Chiesa e relativa élite sacerdotale. 

La spiritualità si fonda sul sentire, che è già esperienza, e quindi sulla ricerca che conduce a consapevolezza. La religione esige il credere: incondizionato, assoluto, senza appello. La spiritualità emerge dall’esperienza: la religione la precede e la intercetta. La spiritualità insegna a credere o a dubitare di se stessi: esorta alla ricerca interiore, profonda, attiva. E’ farsi delle domande. La religione nega questa ricerca e impone le sue riposte. La spiritualità è trasgressiva e anticonformista: la religione insegna il conformismo ed educa all’ipocrisia.

Vedete? Dal mio punto di vista (ben inteso!) come si può essere, dunque, religiosi e spirituali senza incorrere in quelle che io ritengo come inevitabili radicali contraddizioni?


domenica 18 febbraio 2018

Gli studi classici oggi? Necessari! Ma dopo i quarant’anni.



Oggi più che mai la formazione di una Persona, che possa aspirare a diventare un Essere Umano adulto e responsabile, ovvero una persona concreta, saggia e capace, ma soprattutto capace di amare, ovvero di dare alla vita, deve passare prima di tutto dal recupero del corpo e del contatto con la natura, grande maestra. Sudare, sporcarsi le mani con la terra, saper fare. Si parte dalla vita: la vita pratica, concreta, fatta di conoscenze e di esperienze fondamentali. Da qui sorge il cuore: una capacità di relazione libera, creativa, amorevole, sincera. Genuina. Ecco il formarsi di una persona sveglia, competente, autentica e responsabile. Una persona che ha corpo e che ha spirito, quindi capace di anima. Da qui, come ultima fase, direi spontanea, è quella della mente superiore, che poggia su solide basi esistenziali e spirituali e che può permettersi, comprendendola veramente, l’esperienza dei Classici. Quei Classici che erano molto vicini alla terra, molto pragmatici e per niente intellettuali da batteria.

Invece oggi (e parlo di oggi perché una volta era la vita, spesso la povertà, a spingere verso necessità pratiche inevitabili che fornivano le basi di cui parlo), spesso vedo studentelli o, peggio ancora, laureati e professorini, che vantano - e tutto misurano (soprattutto permettendosi di misurare gli “altri”) con – la loro “formazione classica”. La loro rovina!

Quando, diciannovenne, lavoravo in banca (da buon ragionierino quale sono) mi ricordo che la cosa peggiore che il capo-ufficio poteva fare a noi “cassieri-terminalisti” era quella di affiancarci, per addestrarlo, il neo-laureato di turno: praticamente trentenne, non sapeva neanche attaccare un francobollo! Quelli che, laureati in Economia, arrivavano dal liceo, erano i peggiori: probabilmente conoscevano tutti i segreti dei modelli macroeconomici mondiali, ma non sapevano spedire una raccomandata, né tanto meno avevano mai capito davvero la partita doppia. Ma, soprattutto, non ascoltavano. Probabilmente non raccomandati a sufficienza per insediarsi altrove, venivano spediti da noi, all’inferno, ad avere a che fare con i clienti, con il collega rompiballe, con il direttore aguzzino, con i conti di cassa che se a fine giornata non tornano ci rimettevi tu, insomma a lavorare un po’ davvero!

Li vedo io, questi mediamente ipocriti, incompetenti e inetti, teorici, saccenti intellettuali da salotto, sinistroidi, buonisti e benpensanti (col culo degli altri), tutto mente, senza corpo (spesso rachitici) e senza anima, ben vestiti o mal vestiti per posa, incapaci di concretezza e di ogni forma di praticità e di realismo, uscire da quelle fucine di radical-chic che sono i Licei Classici pronti al definitivo suicidio spirituale iscrivendosi a Lettere, o a Filosofia, o a Matematica, oppure a diventare gli altolocati galoppini della matrix iscrivendosi a Economia, Giurisprudenza o a Medicina, il peggio del peggio. Novelli arconti senza nerbo, sradicati dalla terra, dal lavoro (quello vero), dalle passioni del corpo e dello spirito vitale, eterni incompetenti della vita e dell’amore, pronti a formare altri arrogantelli amorfi come loro, oppure a guidare dall’alto Nazioni o Multinazionali (o Chiese!).
Questo perché? Perché hanno fatto il contrario di quello che dovevano fare: sono partiti dalla testa, dalla mente, dai Classici, dimenticando la realtà, la vita, quella vera. Hanno saltato le basi e i loro studi classici sono diventati l’alibi aristocratico della loro fondamentale ignoranza. 

Attenzione dunque: gli studi classici sono, a mio avviso, indispensabili! Ma… dopo i quarant’anni.

giovedì 7 dicembre 2017

La Meditazione di Liberazione


Battesimi, Sacramenti e Iniziazioni

A completamento di quanto già scritto in particolare nel “Nient’Altro che Sé Stessi” e di quanto spiegato in numerose conferenze disponibili online, si prendono qui in considerazione i tre aspetti principali implicati nei legami e nelle interferenze spirituali. Quanto qui riferito al battesimo cattolico (dato il peso specifico di questo legame) si estenda, con i dovuti aggiustamenti, alle più diverse forme di interferenza e manipolazione spirituale ed energetica, essendo, i meccanismi generali, i medesimi.

Si definirà come “atto interferente” (all’origine o nel divenire) ogni qualsivoglia azione battesimale e sacramentale, iniziazione, attivazione o manipolazione subìta in seno alla Chiesa Cattolica così come presso qualsiasi contesto religioso o esoterico (pseudo-esoterico), oppure relativa a circostanze ricondotte ad interferenze aliene di qualsivoglia natura. Aliene sia in senso dimensionale, sia, soprattutto, in quanto aliene alla nostra Natura reale e Volontà consapevole. È qualcosa che ci ha coinvolto e di cui oggi vogliamo liberarci, anche se originariamente corrispondeva anche ad una scelta consapevole (questo ovviamente non è il caso del Battesimo Cattolico, ma può essere il caso di altre “iniziazioni” ricevute).

L’atto interferente va inteso fondamentalmente come la connessione ad una “forza” (o sistema di forze): un sistema di credenze e prassi religiose e sociali, un dio o un pantheon divino, una chiesa, una scuola di pensiero, una via iniziatica, un maestro o un guru così come ad un corpo dottrinario, ad un serbatoio energetico, ad una forma pensiero o psicocreatura, ad un contesto rituale e così via.
L’interferenza viene esercitata, in forma esplicita o implicita, ovvero in forma più o meno (o per nulla) evidente e dichiarata, da parte di un mediatore: un maestro, un sacerdote o un ente alieno che in tutti i casi interferiscono manipolando profondamente l’anima, l’energia e la mente umana assumendo dunque un atteggiamento predatorio e vampiresco a diversi livelli di invadenza e di predazione.

L’azione viene esercitata (di fatto imposta) estorcendo un consenso,  approfittando di uno stato di ignoranza e di conseguente incoscienza, stato che spesso rientra in una più diffusa, subdola e sistematica strategia di manipolazione e di condizionamento sociale collettiva e generazionale, ovvero perpetuata nel tempo anche attraverso la complicità di una sedimentata prassi, forte di quelli che divengono usi e costumi, convenzioni e conformismi, spesso persino del tutto slegati da una reale conoscenza (e volontà di conoscenza) di ciò a cui si aderisce.

La connessione realizzata mediante l’atto interferente (battesimo, iniziazione, attivazione o manipolazione energetica) crea 3 accessi, ovvero lavora su tre aspetti.

1)     ACCESSO SPIRITUALE (animico)
Questa connessione intercetta la Volontà, quindi accede al serbatoio personale della Potenza (si ricordino i 3 serbatoi della Volontà-Potenza, Energia-Vita e Conoscenza-Memoria).
Questo accesso animico-spirituale avviene attraverso il Battesimo, ovvero l’Iniziazione ai Dogmi o ai Misteri di un collettivo votato ad una “forza” (eggregora) o ad un ecosistema di forze e psicocreature esterne rispetto all’essenza spirituale e divina primeva umana. Come spiegherò più avanti, anche l’influenza territoriale – in seconda battuta rispetto al battesimo - di una psicocreatura può permettere a quest’ultima di avere accesso alla sprovveduta anima individuale.
Il Battesimo religioso e questo tipo di Iniziazioni fondano il loro potere sull’estorsione del consenso, senza il quale, essendo noi per natura individui sovrani, non sarebbero possibili o risulterebbero prive di qualsiasi efficacia.
L’atto iniziatico intercetta e ri-orienta il canale di connessione con il Sé Superiore individuale, rendendo del tutto inconcludente, sul piano evolutivo umano e coscienziale, la vita della persona, alimentando il “samsara” dispersivo.
Tecnicamente si opera di solito sul chakra della corona e sul terzo occhio.
Questa è l’interferenza determinante e prioritaria su qualunque altra.
Più avanti discuteremo su come liberarsi da questo gravissimo sopruso e dai suoi deleteri effetti che ci riguardano non solo nell’incarnazione corrente.

2)     ACCESSO ENERGETICO (sessuale-corporeo)
Questa interferenza avviene attraverso i Sacramenti (o i passaggi di grado in sede iniziatica-eggregorica). Agisce a livello corporeo, vitale, depredando energia, debilitando, controllando, ma anche tutelando e consentendo poteri o fenomeni soprannaturali. Perfeziona l’accesso animico, sempre a vantaggio dell’eggregora battesimale, la quale, ad esempio nel caso dell’eggregora “Dio”, YHVH,  a sua volta include forze minori, avendole nella storia fagocitate, e quindi in ogni caso tutto avviene sotto la sua cupola globale. Nel caso queste manipolazioni si riferiscano ad altre forze rispetto a quella battesimale vengono da quest’ultima gestite oppure rese del tutte inefficaci, se non sul piano suggestivo certamente su quello energetico e spirituale, a tutela del suo territorio. Si tenga presente, sempre a titolo di esempio significativo, che la “scomunica” interrompe gli effetti energetici e tutelari del battesimo, ovvero gli effetti a “beneficio” della persona, ma non l’accesso animico a favore dell’eggregora.
I sette sacramenti religiosi si riferiscono naturalmente al sistema dei chakra maggiori. Ad esempio, in ambito cattolico:

- Battesimo (iniziazione cristiana) – Chakra della Corona (versamento dell’acqua). È l’atto iniziatico che in ogni caso consente l’accesso e la predazione energetica di tutte le funzioni;

- Cresima (confermazione) – Terzo Occhio (unzione della fronte): ri-orientamento dei sensi interni nei sette doni dello Spirito Santo (
 la sapienza, l'intelletto, la scienza, il consiglio, la pietà, la fortezza e il timor di Dio);

- Confessione – Chakra della Gola;

- Eucarestia – Chakra del Cuore;

- Matrimonio – Chakra del Plesso Solare;

- Ordine – Secondo Chakra;

- L’Unzione degli Infermi (a scopo di guarigione o in quanto “estrema unzione”) – Agisce su tutto il sistema.

Il Primo Chakra, essendo la sede della nostra energia vitale e spirituale primordiale, non può essere direttamente “presidiato”: tuttavia se ne intercetta il potenziale ascensionale soprattutto attraverso l’accesso psicologico-esistenziale di cui parlo tra poco, che completa l’opera.

La liberazione dalle manipolazioni energetiche (sacramentali, iniziatiche o anche occasionali – attivazioni ecc…) avviene progressivamente attraverso l’esercizio delle pratiche spirituali riferite ad un percorso spirituale autentico, in concomitanza con la liberazione dal primo accesso. 

3)     ACCESSO PSICOLOGICO – ESISTENZIALE 
Questa interferenza – che agisce al livello di Personalità - tende ad intercettare la possibilità della Conoscenza e della Memoria del Sé Divino. Riguarda e agisce attraverso i seguenti elementi:

- ambiente, morfogenetica, spessore storico;
- famiglia, cultura, conformismo, forme pensiero locali e globali;
- scuola, educazione, condizionamento, censura cognitiva;
- impostazione sociale e lavorativa, pressione esistenziale;
- usi e costumi, abitudini e prassi sociale;
- tabù, paure, giudizio;
- miti e credenze, indottrinamento alla morale e al senso del peccato;
- suggestioni, leve morali o motivazionali, meccanismo del castigo/premio;
- comandamenti e “valori” (dietro ai quali si celano le trappole dei tabù repressivi): procreazione, sistema famiglia, coppia, lavoro, obbedienza, timor di dio, sofferenza…

Tutto questo produce quelle proiezioni mentali collettive che definiranno la pseudo-realtà psichica convenzionale di riferimento, dissociandoci dalla Vita Reale.

Sul piano psicologico e comportamentale possiamo ammettere che questo sia l’aspetto relativamente più semplice da sanare: pensiamo a quante persone, a quanti atei o convinti ricercatori spirituali che riescono, più o meno, a scrollarsi di dosso i condizionamenti cattolici (cosa bellissima!), purtroppo credendo solo per questo di essere liberi, senza tenere conto degli altri due “accessi” ben più profondi e determinanti.  


 LA DISCONNESSIONE BATTESIMALE / INIZIATICA 

1.     È un processo che inizia con un solenne atto di volontà espresso con l’intenzionalità di tutte le componenti della propria struttura d’anima, prossimi al Sé Superiore;
2.     Si rende possibile grazie ad un costante e progressivo percorso spirituale di Conoscenza, Pratica e Consapevolezza che vada a sanare quel “buco di coscienza” che ha permesso e che permette l’estorsione del consenso (silenzio assenso);
3.     Implica quindi un comportamento coerente, anche nei confronti degli altri: assumere una ferma, decisa, esplicita e inamovibile presa di posizione nei confronti di quelle che si riconoscono in quanto dinamiche di sopruso spirituale, lasciando tuttavia gli altri al loro libero arbitrio, ma portando la nostra testimonianza di libertà e rigettando qualunque coinvolgimento o complicità eventualmente chiestaci;
4.     È un percorso di sottrazione del consenso da una parte e di recupero della sovranità dall’altra e di esercizio spirituale costante teso a colmare i nostri vuoti di coscienza;
5.     È possibile in quanto diritto, per via della natura intrinsecamente libera e incorruttibile della nostra Anima Spirituale, la quale, tuttavia, per perpetuata incoscienza o per scelta può rendersi disponibile all’inganno e alla predazione rinunciando allo status di forma-ponte e al relativo progetto di Amore e di Evoluzione individuale a vantaggio dunque di altre “forze” e progetti (non di rado in competizione e conflitto tra di loro!);

Solo una precisa scelta – autodeterminata, personale e responsabile - di “coltivazione spirituale interiore” potrà completare il processo di liberazione e conservarci nella salvaguarda della nostra Anima e Vita Reale.

Il Battesimo (così come qualsiasi altra Iniziazione Eggregorica) non ha MAI valore assoluto, ma costituisce un “tentativo” (con tutti i risvolti energetici e sociali che ne conseguono) di interferire con la Sovranità Spirituale Individuale. Se l’ignoranza si perpetua nella vita della persona, l’Anima è immediatamente interferita, pronta a rendersi disponibile ad un Battesimo oppure, in mancanza di questo, in balìa di “forze territoriali”. Questo significa che siamo “tenuti” alla Conoscenza: dove c’è vuoto, “altro” sgomita per colmarlo.

Il Battesimo e i Sacramenti sono una progressiva estorsione di consenso (senza il quale nessuno può nulla sull’Uomo) e un continuo approfittarsi di un vuoto di coscienza, cioè di un vuoto di consapevolezza e di direzione evolutiva. Pertanto, non basta essere “liberi” ma è necessario conoscere ed esercitare costantemente i propri “diritti spirituali”, proprio come avviene, se vogliamo, per i diritti civili. Ogni rinuncia va a nostra discapito: ogni indolenza costituisce un’abdicazione dalla nostra Sovranità.

“Dio”, ovvero YHVH, è oggi la Forza Globalmente Sovrana con la quale nessuna altra Forza può competere, se non quella del nostro Sé Superiore: quelle “forze” agiscono e sono a livello di Maya, attraverso il Potere di Maya, mentre il nostro Sé Superiore (che possiamo legittimamente definire come “Divino”) agisce a livello di Reale, attraverso il potere dell’Essere. Il Sé Superiore – ovvero l’Essere Coscienza – è Archetipo Divino Primevo: YHVH, nella sua vastità, è pur sempre un’eggregora derivata.

Liberazione, in definitiva, non è tanto (non è solo!) RESCISSIONE dai legami, bensì è RICONNESSIONE a quel Sé Superiore in noi.

La “Liberazione”, nella formula qui proposta, va letta per tre volte prima di dormire, alla sera, dopo qualche momento di profondo respiro e raccoglimento personale. Dopo i 21 giorni come da prassi iniziale, va ripetuta, sempre alla sera, ad ogni Luna Piena, possibilmente recitata con consapevolezza, sempre per tre volte. Non ci sono posture particolari da rispettare.

FORMULA DA MEDITARE / RECITARE:

Io faccio appello alla mia essenza profonda affinché pacifichi le mie ansie e annulli tutto ciò che può interferire con questa cura. In verità, Io sono quell’essenza.
Io chiedo al mio Sé Superiore di sigillare la mia aura e di creare un sacro canale protetto in modo che solo il flusso della mia Vera Volontà possa raggiungermi. Io sono quel Sé.
Io faccio appello all’essenza assoluta del mio essere affinché sigilli e protegga completamente questa sacra esperienza. Io sono.
Io, nel pieno e consapevole esercizio dei miei diritti spirituali, rimuovo e dissolvo completamente ogni presenza ed energia estranea, contratto e battesimo non scelto o dal quale scelgo consapevolmente e responsabilmente di recedere, incantesimo, memoria parassita e tutto ciò, anche di auto-creato, che limiti ora la mia libertà e la mia essenza.

Io sono libero/a
Io sono libero/a
Io sono libero/a

In questa incarnazione, con questo atto di libero arbitrio,
Io, ...........................
revoco, annullo e rinuncio a tutti e ad ognuno dei compromessi-vincoli-promesse di devozione-obbedienza, voti-iniziazioni-accordi-giuramenti-battesimi-rituali e contratti di associazione che non sono in sintonia con il mio Bene Supremo, in tutti le mie vite presenti, simultanee, multidimensionali, passate e future in questo Universo e dovunque nella Mente di Dio.
Nel nome della mia Coscienza, Io ordino a tutte le entità – relative ai contratti ed alle organizzazioni alle quali rinuncio – di abbandonare i miei corpi fisici, vitali, psichici, sottili e spirituali, le mie energie ed il mio campo vitale, ora e per sempre e rimuovo le relative energie e i relativi impianti e dispositivi, in forma retroattiva.
Chiedo al mio Dio Interiore di essere testimone della mia completa liberazione da tutti i contratti, impianti ed energie aliene, estranee e superflue, e da enti che siano da me conosciuti o sconosciuti.
Io sono completamente libero/a ORA, SEMPRE, QUI e OVUNQUE nel Tempo e nello Spazio. E oltre.
Io curo e perdono qualsiasi sorgente e causa delle restrizioni che ho abbandonato.
Curo e perdono me stesso, in tutte le mie incarnazioni, di tutto ciò che deve essere perdonato tra il mio Sé Superiore e me stesso.
Io sono libero/a
Io sono purificato/a
Io sono pronto/a

Ora Io faccio appello all’Assoluto dell’Essere, dentro e fuori di me, affinché mi siano restituite tutte le mie originali energie, memorie, poteri, sensi ed archetipi naturali e divini.
Ora Io sono libero/a dalle catene della dualità.
Possa il mio Cuore essere libero da ogni Sigillo.
Che io possa essere sempre (e per sempre) protetto/a da tutto ciò che – giungendo da fuori di me – possa impedire il compimento della mia Libera e Vera Volontà.
Da ora in poi userò questa rinnovata Libertà e Consapevolezza assumendomi la piena responsabilità per ciò che da me stesso giungerà, come é giusto che sia.

Ripetere per 3 volte.

Un bel respiro.

CARLO DOROFATTI

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